nuoto

Quante volte vi è stato detto che, per il mal di schiena, il nuoto è una delle attività più utili ed indicate? Un pensiero che per anni e anni si è tramandato non solo fra le persone comuni o praticanti della disciplina, ma anche fra gli specialisti (che spesso hanno consigliato il nuoto come attività sportiva ideale e completa, con effetti addirittura curativi perfino sulle scoliosi).

LA LETTERATURA

Uno studio (bibliografia in fondo alla pagina) ha analizzato l’efficacia clinica dell’esercizio acquatico in confronto ad esercizi a terra nel trattamento della lombalgia cronica (CLBP).

In due gruppi di pazienti sono stati valutati parametri come la mobilità spinale, il dolore, la disabilità e la qualità della vita. Le valutazioni sono state effettuate prima del trattamento (settimana 0) e dopo il trattamento (settimana 4 e 12).

Dai risultati si evincono maggiori miglioramenti (nella disabilità e nella qualità di vita) per il gruppo che ha svolto esercizi in acqua.

QUINDI IL NUOTO FA BENE IN CASO DI MAL DI SCHIENA?

Il nuoto come sappiamo è una disciplina sportiva che si svolge in un ambiente antigravitario rappresentato dall’acqua. Necessitiamo di una coordinazione, di movimenti e di una forza di propulsione muscolare totalmente diversi rispetto a quando siamo sulla terra ferma.

Sugli “effetti curativi” o presunti tali del nuoto per scoliosi, dorso curvo, mal di schiena ecc.:

  • varie ricerche hanno evidenziato che i nuotatori con problematiche di schiena presentavano delle asimmetrie del tronco più accentuate rispetto a soggetti non nuotatori perchè ipercifotici, di conseguenza con una frequenza maggiore di dorsi curvi e mal di schiena;
  • uno studio realizzato da Geyer e Vercauteren ci dice inoltre che nelle scoliosi con gibbo dorsale superiore ai 10 mm, le forze applicate al tronco, come nel nuoto, agiscono in senso autodeformante!

Spesso si cade nell’errore di valutare la struttura senza indagare la funzione: RX e RMN mostrano solamente immagini statiche della colonna e non ci danno informazioni sulla biomeccanica funzionale del soggetto!

Dobbiamo tenere a mente che:

  • la dinamica natatoria di alcuni stili, come la rana o il delfino, porta ad accentuare la curva lombare con conseguente iperlordosi;
  • tralasciando le gambe, i principali gruppi muscolari coinvolti (G. Dorsale, G. Dentato, Pettorali, Deltoide, Bicipite, Pronatore Rotondo) non sono posturali anzi, il loro ipertono porta ad un atteggiamento “cifotizzante” di chiusura;
  • la muscolatura profonda del rachide con funzione posturale e antigravitaria è invece coinvolta molto poco, principalmente perché dal punto di vista biomeccanico questa lavora in modo più efficace in ortostasi e perché in acqua la forza di gravità è sensibilmente ridotta.

COSA FARE ALLORA IN CASO DI MAL DI SCHIENA?

Bisogna ripeterlo sempre, nella speranza che questo nuovo dogma entri a far parte della nostra cultura: serve un approccio individuale mirato!

Se effettuate della ginnastica posturale, bisogna preferire quegli esercizi che portino progressivamente a maggior coscienza corporea e all’autocorrezione anche in situazioni “funzionali” e sempre più complesse. 

Questo, permette di superare il concetto di “ginnastica correttiva” ed orientare alla realizzazione di una vera e propria “rieducazione neuromotoria” mirata al rinforzo e al controllo della postura raggiungendo così una possibile correzione (o meglio autocorrezione).

Nella rieducazione è importante quindi non focalizzarsi esclusivamente nel cercare di correggere meccanicamente la curva, ma lavorare complessivamente sulla postura del soggetto.

In particolare, nel caso della deformazione scoliotica, il problema non si limita alla sola colonna vertebrale, ma investe il corpo nella sua globalità, compresi i più importanti recettori posturali (occhio, orecchio, piede, propriocettori muscolari, ecc.).

NUOTO: SÌ o NO?

Non è mia intenzione denigrare questo sport, l’ho praticato per anni e lo ritengo per certi aspetti adatto ad essere affiancato all’aggettivo “completo”.

Il nuoto impegna globalmente le nostre masse muscolari richiedendo al tempo stesso un adeguata coordinazione e stimolando l’attività cardio-respiratoria.

BIBLIOGRAFIA:

Umit Dundar, Ozlem Solak, Ilknur Yigit, Deniz Evcik, Vural Kavuncu “Clinical effectiveness of aquatic exercise to treat chronic low back pain: a randomized controlled trial” – Spine (Phila Pa 1976). 2009 Jun 15;34(14):1436-40. doi: 10.1097/BRS.0b013e3181a79618.

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